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Alchechengi

Dessert speciale? Immergete l’alchechengi nel cioccolato fondente lasciando fuori le foglie.

Origine

Avete mai sentito parlare di alchechengi? Di sicuro li avrete notati per la loro forma e colore, simili a dei pomodorini, avvolti in foglioline rosse o dorate, che una volta aperte si trasformano in un fiore. La pianta dell’Alchengi Physalis alkekengi che appartiene alla famiglia delle Solanacee è originaria dell’Europa e dell’Asia e il suo nome deriva dalla parola araba latinizzata “al-kakang” che significa appunto “lanterna cinese”. Queste bacche si consumano soprattutto in Oriente in autunno, stagione in cui fruttificano, ma le troviamo anche sul territorio italiano ad eccezione di Puglia e Calabria. La coltivazione più grande di alchechengi italiani è in provincia di Mantova. Cresce sia in pianura che in collina e può raggiungere quote fino a 1000 mt s.l.m. e la ritroviamo anche in molti giardini dove si usa a scopo decorativo. Ne esistono un centinaio di varietà come il Physalis peruvianus (detto anche Cape gooseberry, che è della stessa forma e struttura ma di colore beige), Physalis ixocarpa che produce una bacca molto più grossa simile a un pomodoro rivestita da un calice verde.

In Cucina

Il sapore dell’alchechengi è unico: poco succoso e zuccherino con una lieve acidità. Può essere mangiato da solo e gustato al naturale oppure utilizzato per decorare dessert. Perfetti da aggiungere a confetture di mele, pere o arance amare. Ma se volete regalarvi un dessert speciale: immergetele nel cioccolato fondente o bianco eliminando l’involucro. Le foglie dell’alkengi contengono un’alta dose di solanina, una sostanza tossica, da evitare, infatti conviene sempre pulirli bene per eliminare qualsiasi residuo di resina. Le bacche dell’alkengi hanno un sapore acidulo simile agli agrumi, che si sposa perfettamente con i dolci, ma anche con il salato. Provate a preparare un’insalata di gamberetti con noci e alkengi, oppure abbinatelo al kaki. Il risultato sarà ottimo da gustare, ma anche bello da vedere.

Lo Sapevi Che

L’alchechengi è noto soprattutto nella medicina cinese per il suo potere depurativo. Ricco di Vitamina C e di acido citrico, ha proprietà diuretiche, lassative, depurative e sedative, inoltre è un’ottima cura contro i calcoli renali. La sua ricchezza di vitamina C, più del limone, lo rende perfetto alleato della pelle, oltre ad essere un potente antinfiammatorio. Viene considerato un’aspirina naturale, proprio perché la concentrazione di Vitamina C aiuta il corpo a guarire da raffreddore e influenza. Le foglie non sono commestibili, ma se utilizzate per creare impacchi, sono rilassanti e alleviano le infiammazioni. Resiste anche alle basse temperature, per questo si può coltivare anche in terrazzo, approfittando della sua splendida funzione decorativa, soprattutto nel periodo natalizio.

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