Carciofo di Montelupone

Mangiato crudo è un vero toccasana, perfetto per la fase depurativa primaverile.

Suggested by: Virgilio Massaccesi

Origine

 

Un’altra varietà che racconta la ricchezza del territorio italiano e in particolare delle Marche è il carciofo di Montelupone noto anche come “scarciofunu” o “scarciofinu” che cresce nel territorio collinare compreso tra le valli del fiume Chienti e del Potenza, in provincia di Macerata. Le sue caratteristiche, oltre al colore viola intenso, sono le dimensioni, in quanto più piccolo rispetto alla media, assenza di peluria interna e di spine esterne. Caratteristico dell’omonimo comune, è una varietà tardiva e si differenzia in due ecotipi: uno dei due ha foglie più seghettate, è più precoce, si raccoglie dalla fine di marzo; l’altro ha foglie meno seghettate, una dimensione della pianta più piccola, si raccoglie più tardi e produce meno. La raccolta è scalare e si svolge nel mese di aprile e i contadini ne rispettano la biodiversità locale.

Cook it

Il suo gusto è saporito e molto dolce, delicato e intenso, non amaro come gli altri carciofi, infatti può essere mangiato anche crudo. Adattabile a diversi piatti tipici come tagliatelle ai carciofi, carciofi fritti e i carciofi alla giudìa. A Montelupone per tradizione i primi capolini quelli più grandi cucinati in padella interi con finocchio selvatico, foglie di aglio fresco, varie erbe aromatiche locali, olio, sale e vino bianco, mentre i capolini più piccoli sono scottati e poi messi sott’olio.

Lo sapevi che

I produttori del Presidio sono riuniti nell’associazione "Produttori del Carciofo di Montelupone" che si è dotata di un disciplinare in linea con la filosofia di Slow Food, prevedendo il divieto dell’uso di concimi e diserbanti chimici di sintesi, di ormoni e di altri stimolanti della crescita. Ha proprietà benefiche incredibili soprattutto per il fegato è un vero toccasana.

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