Fava Tonka

Va grattugiata all’ultimo momento in modo da mantenere intatto il suo aroma intenso e penetrante.

Suggested by: Tiziana Bernareggi

Origine

 

La fava tonka è il nocciolo del frutto prodotto da un albero chiamato Dipterix odorata, diffuso nei Caraibi e in Sud America. La pianta i cui semi marroni e rugosi assomigliano al dattero, ma al loro interno rivelano una sorta di mandorla bianca: grattugiata, sprigiona un caratteristico odore erbaceo di fieno-vaniglia-miele (l’essenza aromatica si chiama cumarina, da cumarù, il nome delle fave nelle zone d'origine). Un ingrediente speciale, adorato soprattutto dagli chef di tutto il mondo per il suo gusto e il suo aroma unici. Il suo profumo infatti la rendeva utilizzabile soprattutto in profumeria, mentre il suo utilizzo come spezia in cucina è abbastanza recente. Perché è vietata negli Stati Uniti? Contiene la cumarina, una sostanza che usata in grandi quantità diventa tossica e ha effetti sedativi e calmanti.

Cook it

Nella sua zona d’origine e da molti chef è usata per la preparazione di piatti dolci e salse. Proprio come la noce moscata va sbriciolata o grattugiata sui piatti per dargli un tocco unico. Un sapore dolce ma speziato, che al palato si traduce in un gusto mandorlato con punte di caramello. Per il sapore mandorlato-vanigliato si sposano bene con il cioccolato e sono perfette da utilizzare nelle creme al latte, budini, creme brulè e gelati. Perfetta anche aggiunta alla vellutata di zucca.

Lo sapevi che

In Sud America, loro luogo d’origine, sono considerate un portafortuna. In Guyana, secondo un’antichissima usanza, per fare un voto occorre tenere in una mano una fava di Tonka e nell’altra un serpente morto. Perché il desiderio si realizzi occorre poi gettare il seme in un corso d’acqua e il serpente deve essere avvolto sul ramo più alto di un albero della spezia.

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