Fico d'india dell’Etna DOP

Uno dei frutti DOP siciliani dal colore, consistenza e profumo tipici di un terreno vulcanico!

Flick on Food

Origine

 

Il fico d’india è un frutto che ha origine nell’America centro-Meridionale e arrivò in Italia nel XVI secolo grazie alla colonizzazione spagnola dei due territori. Siccome sopporta periodi di siccità, il fico è riuscito ad adattarsi bene al clima siciliano. La coltivazione nella zona dell’Etna iniziò proprio perché le radici della pianta riuscivano a rompere la lava sui pendii del vulcano. Nel 2003 il fico d’india dell’Etna prodotto nella zona di Catania ha ricevuto il riconoscimento DOP da parte dell’Unione Europea. Il frutto di forma ovoidale è caratterizzato dalla polpa succosa e appartiene a tre varietà (la Sanguigna, la Sulfarina, e la Muscaredda). Si raccoglie da agosto a settembre.

Cook it

Per beneficiare di tutte le proprietà depurative e della vitamina C, i fichi d’india dell’Etna andrebbero mangiati freschi. Il sapore dolce e zuccherino lo rende ottimo per la preparazione di dolci tipici come il gelo, la mustazzola e la “conserva di ficudinnia”. Perfetto anche per liquori e sorbetti. Ma del fico d’india non si butta via nulla. Mai provato a cucinare i cladodi (detti anche pale) del fico d’india? I Siciliani li usano per produrre un saporitissimo sciroppo!

Lo sapevi che

La polpa dei cladodi (o pale) ha un effetto cicatrizzante! Non solo, il succo estratto dalle pale, viene usato per lenire ustioni e curare gli eritemi! Se infatti vi fate male, provate ad applicare sulla ferita il gel delle pale del fico. L’effetto sarà immediato e miracoloso!

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