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Mora di Cazzano

Si chiama mora, ma è una ciliegia: quella di Cazzano è perfetta sotto spirito

Origine

La mora di Cazzano, detta anche durone di Verona, è una varietà di ciliegie coltivata in Veneto, probabilmente originaria del territorio di Cazzano di Tramigna (VR), diffusasi poi in tutta la provincia scaligera. Si ritiene che questa qualità risalga almeno al XV secolo, anche se si rinvengono le prime testimonianze che la riguardano solo a partire dal XIX secolo: dei documenti agricoli dell’epoca testimoniano l’esportazione della mora di Cazzano addirittura fino in Russia.
La buccia presenta un colore rosso intenso e la polpa è soda e piuttosto croccante. Considerata una delle migliori varietà in quanto ha caratteristiche organolettiche eccezionali: resiste ai trasporti ed ha una lunga conservazione, soddisfacendo così anche le richieste dei mercati ortofrutticoli più esigenti. Non a caso la provincia di Verona è la prima nel Veneto e la terza in Italia per la produzione di ciliegie. La produzione avviene nel periodo di maggio-giugno e vengono vendute al dettaglio attraverso il mercato di Montecchia di Crosara.

In Cucina

Succosa e dolce la Mora di Cazzano andrebbe consumata fresca, appena acquistata o raccolta, sia a fine pasto che come spuntino sano durante la giornata. Comunemente utilizzate anche per produrre marmellate, sciroppi, succhi, canditi e sorbetti. La tradizione veronese suggerisce più di una ricetta per gustare questo frutto. La più conosciuta è forse quella delle ciliegie sotto spirito, che presenta un elenco di ingredienti breve: circa un chilo di ciliegie di Cazzano, zucchero e grappa (rigorosamente veneta). Un dolce tipicamente veronese sono invece i Siresotti, ovvero dei dolcetti di pasta frolla a forma di mezzaluna, ripieni di marmellata di ciliegie di Cazzano.

Lo Sapevi Che

Ogni anno, nel primo fine settimana di giugno, alla mora di Cazzano è dedicata la tipica e rinomata Mostra Provinciale delle Ciliegie Veronesi, che quest’anno giunge alla 81esima edizione. La festa della ciliegia coinvolge tutti i territori che coltivano questa varietà, lungo le strada del vino Soave, dove è possibile assaggiare, oltre alle prelibatezze enogastronomiche, anche l’ottimo Vin Santo. Una tradizione vuole che le more vengano consumate entro il 24 Giugno, giorno di San Giovanni, quando raggiungono il massimo della maturazione prima di essere colpite da piccoli vermetti bianchi detti appunti Giovannini.

Varietà

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