Peperone di Capriglio

Cerchi l’estate anche d’inverno? Con una bruschetta ai peperoni di Capriglio è subito agosto!

Suggested by: Daniele Montesi

Origine

 

Il peperone di Capriglio è una varietà coltivata da più di cento anni esclusivamente nel piccolo territorio del Comune di Capriglio d’Asti, in Piemonte. Le caratteristiche dei terreni e il clima particolare di queste zone sono un habitat perfetto per questa varietà, che non cresce altrove. Il frutto è cuoriforme di dimensioni medio piccole, giallo o rosso, avente tre sole costole. Si tramanda che sia stato originato da un incrocio naturale tra antiche cultivar di piccole dimensioni e altre ben più grandi provenienti dal cuneese. Ha poi avuto un buon mercato locale fino agli anni ’60, molto richiesto fra Chieri Asti e Torino, ma con l’introduzione di pezzature più grandi la produzione è stata destinata solo al consumo familiare e per pochi conoscitori, tramandando la tradizione oralmente di famiglia in famiglia. Essendo ormai un prodotto in via d'estinzione, dal 2000 è presidio Slow Food.

Cook it

Il peperone di Capriglio è tardivo: viene raccolto da agosto fino a fine ottobre. Può essere cucinato ripieno di riso al forno o in padella con olio e origano, ma grazie alla sua consistenza carnosa è perfetto per le conserve. La più tradizionale è quella “sotto raspa”: si mettono in una damigiana i peperoni interi, con ancora il picciolo, e li si immerge in una soluzione di aceto, acqua bollente e sale. La bocca della damigiana viene poi chiusa con le vinacce derivate dalla torchiatura del vino locale. Dopo trenta giorni sono pronti per essere gustati o riposti in dispensa per l’inverno.

Lo sapevi che

Alle persone anziane anzi piace raccontare una storia su questa varietà: dicono che Margherita, madre di Don Bosco, nata proprio a Capriglio, la coltivava già e fu proprio lei a portare i semi con sé quando si trasferì a Torino, per ricreare il suo orticello. In verità se questo antico peperone non si è estinto è solo grazie all'impegno dei contadini locali: oggi sono dieci i produttori che portano avanti la tradizione e si sono radunati tutti in un’associazione chiamata “Cuore di Peperone”.

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