Mandorla di Toritto

Un’eccellenza italiana, da sgranocchiare al naturale dopo una leggera tostatura.

Suggested by: Elisabetta

Origine

 

La città cui deve il nome questa pregiata mandorla è Toritto, un piccolo paese dell’alta Murgia barese. La sua coltivazione in queste zone ha origini antichissime tanto che molte canzoni dialettali sono legate alle lunghe operazioni di smallatura, ovvero il lavoro che un tempo era affidato alle donne locali. A ulteriore conferma dello stretto legame della mandorla con il Comune di Toritto, è lo sviluppo sul territorio delle cultivar autoctone che hanno preso il nome proprio dagli illustri cittadini torittesi cui si deve la loro creazione. Tra le più rinomate ci sono la “Antonio De Vito” e la “Filippo Cea” di cui sopravvive la pianta “madre” in località Matine di Toritto, risalente alla fine dell’800. La mandorla di Toritto è un Presidio Slow Food, che resiste anche all’invasione delle mandorle californiane.

Cook it

La “Filippo Cea” ha un sapore dolce e aromatico, e la pastosità con note di burro finali la rendono ideale per l’utilizzo in pasticceria. La mandorla di Toritto è infatti la protagonista assoluta dell’alta pasticceria, in particolare per la realizzazione della pasta reale. Un Ingrediente tipico della tradizione pugliese: in particolare per la preparazione di torte rosate e croccante. Viene utilizzata anche per la produzione del latte di mandorle che, nella miglior tradizione torittese, viene servito fresco, accompagnato da qualche chicco di riso.

Lo sapevi che

Nessuno dei componenti della mandorla di Toritto va sprecata: i semi oleosi, ricchi di vitamine e proteine, le foglie, ideali come mangime per ovini, i gusci per produrre la carbonella, le ceneri dei gusci, ottimo fertilizzante naturale. Le mandorle raccolte sono sottoposte a operazioni laboriose: smallatura, asciugatura, sgusciatura, essicazione. Si dice che un orecchio esperto è in grado di capire il giusto grado di essicazione quando le mandorle “suonano".

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