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Peperone di Carmagnola

Il Re Peperone, la ricchezza del Piemonte che esplode nelle sue varietà di colori e gusto.

Origine

Carmagnola può essere definita la capitale dei peperoni, infatti sul territorio compreso tra Torino e Cuneo, da circa un secolo, si coltiva una varietà unica per forma e gusto. Non solo grazie alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, ma anche per la tradizione agricola che regnava in questi territori e coinvolgeva circa l’80% della popolazione. La diffusione del peperone in Italia si deve a Domenico Ferrero, un intraprendente torinese e commerciante al Balon, che ebbe l’intuizione di riunire gli ortolani di Carmagnola e dintorni in modo da iniziare una commercializzazione organizzata. Il punto di partenza furono tecniche di irrigazione più mirate e il trasporto metodico al mercato di Porta Palazzo. Tra le due guerre la coltivazione del peperone si diffonde e verso la fine degli anni ’40 nasce la sagra del peperone di Carmagnola, che ancora oggi si tiene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre e rappresenta una vera istituzione per l’economia del posto. Questa varietà di peperone ha conosciuto anche periodi di crisi, soprattutto per la concorrenza da parte di importazioni olandesi e spagnole. L’Istituzione del Consorzio del peperone di Carmagnola nel 1998 compie un passo importante per la tutela degli ecotipi, inseriti dal 2000 tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte. Il periodo del raccolto, effettuato a mano con sacco a spalla, inizia dalla fine del mese di luglio e si protrae fino a quella del mese di ottobre.

In Cucina

Sono quattro i tipi di peperone di Carmagnola che si distinguono per forma e sapore: un colore giallo o rosso e una forma conica molto allungata sono le caratteristiche de il Corno o Lungo. Una forma più schiacciata e un contrasto di colore verde è il Quadrato, mentre Il “Trottola” ha una forma simile alla trottola appunto. Il “Tomaticot”, o “Tumaticot”, è, infine, un ibrido di forma schiacciata ai poli come un pomodoro, anch’esso di colore giallo o rosso. Questa varietà è unica per il suo sapore molto dolce, infatti è preferibile gustarlo al naturale e come suggerisce il gastronomo Renato Dominici, è ottimo crudo, condito soltanto con un filo di olio extravergine di oliva o servito con la Bagna Caoda (ricetta tradizionale piemontese). Ottimo anche al forno, sott’olio, sott’aceto, in agrodolce oppure, come da antica tradizione piemontese, sota rapa (ossia nelle vinacce). Si chiama “carmagnolotto” l’agnolotto a base di peperoni, farina di semi di canapa e ricotta di bufala, tutti a km 0

Lo sapevi che

Ogni anno l’ortaggio è protagonista di una sagra lunga dieci giorni chiamata Peperò. Re peperone” (re povron in dialetto con la sua compagna povronera) celebrato da più di sessant’anni grazie a questo mega evento di fine estate, che si svolge tra la fine agosto e inizio settembre.
Durante l’edizione del 2010 è stata preparata la peperonata più grande del mondo che ha fatto entrare Carmagnola nel Guinness dei Primati. Nell’attesa del Marchio IGP; Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali lo ha inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), mentre la varietà “Corno di Bue” ha ottenuto il Presidio Slowfood.

Varietà

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